Si è spento Gianni Cervetti, storico esponente del Pci e poi Pds. Avrebbe compiuto 93 anni il 12 settembre. Grande amico di Giorgio Napolitano, nel 1993 pubblicò il libro "L'oro di Mosca" sui rapporti finanziari fra il Pci e il Pcus di Mosca.
Nato nel 1933 a Milano, crebbe nell'osteria dei genitori, vicino a Porta Magenta. Iscrittosi alla facoltà di Medicina dell'università di Milano, abbandonò gli studi nel 1955 e, l'anno successivo, Botteghe Oscure lo mandò a Mosca per studiare economia. Lì conobbe la sua futura moglie, Franca Canuti, e sempre in Russia nacque suo figlio Andrea. Rientrò in Italia nel 1961, iniziando a lavorare per la Cgil e poi per il partito, di cui più tardi diverrà segretario cittadino milanese e poi provinciale, dal 1969 al 1975: anni molto delicati per il Paese e per Milano in particolare, con la strage di Piazza Fontana e la strategia della tensione. Dal 1975 al 1979 su indicazione di Berlinguer fu responsabile organizzativo nazionale. Svolse anche un'intensa attività a livello istituzionale: consigliere comunale a Milano (1970-1975); consigliere regionale della Lombardia (1980-1984); parlamentare europeo (1984-1989); parlamentare nazionale 1987-1994.
Nel periodo successivo alla caduta del Muro di Berlino si scherò senza esitazione dalla parte di Achille Occhetto a favore della "svolta della Bolognina", con l'archivazione dell'esperienza del partito comunista e la nascita del Partito dei democratici di sinistra (Pds). Sempre in quel periodo, dal 1989 al 1992, fu "ministro della difesa" del governo ombra del Pci.
Esponente della corrente migliorista
Nella sua lunga carriera politica Cervetti strinse una grande amicizia con Giorgio Napolitano, con cui milità nella corrente "migliorista" del Partito Comunista italiano. Attiva tra gli anni '70 e '80, propugnava una politica di graduali riforme e miglioramento del capitalismo dall'interno, avvicinandosi alle posizioni socialdemocratiche non disdegnando il dialogo con il Partito Socialista Italiano (PSI) di Bettino Craxi, che molti nel Pci vedevano come il fumo negli occhi.
La passione per la cultura e la musica
Fu fra i fondatori dell'orchestra Verdi, oggi orchestra Sinfonica di Milano, di cui era ancora presidente emerito. Sviluppò anche un grande interesse per l'editoria, i libri antichi e l'archeologia. In particolare, collezionò una delle maggiori raccolte italiane di opere di Dante e Niccolò Machiavelli. Per la sua grande passione civile nel 2021 ricevette l’Ambrogino d'oro del Comune di Milano.

