I bombardieri B-1 Lancer armati con bombe bunker-buster sulle piste dell’Inghilterra sono senza dubbio un chiaro segnale della crescente supremazia aerea ottenuta da americani e israeliani nei cieli dell’Iran e, secondo alcune ipotesi, potrebbero anche essere associati allo strike che si ritiene abbia colpito un altro importante sito nucleare iraniano: il complesso militare di Parchin, dove è situato l’impianto di Taleghan 2.
Le nuove immagini satellitari fornite da Vantor mostrano “tre grandi buchi”, compatibili con i punti di impatto di altrettante bunker-buster come le Gbu-57 Massive Ordnance Penetrator, le bombe ad alta penetrazione che sono state sganciate dai bombardieri B-2 Spirit sui siti nucleari di Fordow e Natanz nel corso dell’operazione Midnight Hammer.
Le bombe Massive Ordnance Penetrator, abbreviate Mop, sono potenti bombe convenzionali anti-bunker progettate all’inizio degli anni 2000 per colpire siti sotterranei strategici in Corea del Nord e sono state impiegate per la prima volta contro i siti collegati al programma nucleare iraniano. Pensate per distruggere strutture sotterranee fortificate, pesano più di 13 mila kg e possono penetrare fino a 60 metri di cemento armato o roccia, facendo detonare una carica di 2.400 kg di esplosivo dopo aver bucato il terreno con la loro testa di acciaio. La precisione nel raggiungimento dell’obiettivo è garantita da un sistema di guida gps.
La compatibilità dei buchi mostrati dalle immagini satellitari, coerenti con quelli osservati nei siti nucleari iraniani di Fordow e Natanz, lascia pensare a un nuovo raid di bombardieri strategici, che potrebbe essere stato condotto sia dai bombardieri stealth B-2 Spirit, l'unico aereo da combattimento attualmente certificato per il trasporto e l’impiego operativo delle bombe Mop. Tuttavia, in questi stessi giorni immagini provenienti dalla base Raf Fairford, in Inghilterra, mostrano bombardieri americani B-1, già entrati in azione nell’operazione Epic Fury, che vengono armati con missili da crociera Agm-158 Jassm e bombe anti-bunker Gbu-31 equipaggiate con testate Blu-109 da circa 900 kg, per condurre missioni d'attacco contro obiettivi fortificati in Iran.
Fino ad ora le missioni che contemplavano attacchi “bunker buster” sono sempre state affidate ai bombardieri stealth B-2 per “garantire il rientro in sicurezza” dalla missione, scrive The War Zone, ma il coinvolgimento dei bombardieri supersonici B-1 e quello dei bombardieri pesanti B-52, schierati in Inghilterra e armati con armi standoff, porta a ipotizzare che la superiorità aerea ottenuta nei cieli dell’Iran e negli spazi aerei confinanti sia quasi assoluta.
Tra i potenziali e princiali obiettivi delgi americani, sono sempre stati inseriti i grandi complessi industriali utilizzati per la produzione e lo sviluppo di armi a lungo raggio, bunker di comando e controllo, siti legati al programma nucleare per neutralizzare le "città missilistiche" e tutte i complessi sotterranei dell'Iran. La strategia è quella di alleggerire le strutture di superficie per lanciare bombe ad alta penetrazione capaci di raggiungere profondità elevate, o bombardare gli ingressi, in modo che le armi al loro interno non possano essere utilizzate, sigillandole in una “tomba” di roccia e cemento.
Si ritiene che il complesso militare di Parchin sia stato colpito il 6 marzo, dato che le immagini precedenti mostrano il sito di Taleghan 2 “intatto” fino a quel momento. Spetterà al Centcom, il Comando centrale degli Stati Uniti, confermare lo strike, inserendo Taleghan nella lista dei 6mila obiettivi che la forza d’attacco americana dichiara di aver colpito in 12 giorni di campagna di bombardamento.

