L'escalation Madrid-Tel Aviv. Sánchez ritira l'ambasciatrice

Scritto il 12/03/2026
da Redazione

Ana Solomon revocata Israele: "C'è reciprocità"

Altissima tensione tra Spagna e Israele. Il governo spagnolo guidato dal socialista Pedro Sánchez ha formalizzato ieri la revoca dell'ambasciatrice a Tel Aviv, Ana Salomon, in carica dal 2021 ma di fatto già lontana dalla sede diplomatica da mesi. La decisione arriva dopo un lungo periodo di frizioni politiche e diplomatiche con l'esecutivo israeliano di Benjamin Netanyahu.

Il provvedimento è stato reso pubblico attraverso il Bollettino Ufficiale dello Stato. La revoca è stata proposta dal ministro degli Esteri José Manuel Albares e approvata dal Consiglio dei ministri riunito martedì. Il decreto porta la firma del re Felipe VI e contiene la formula di rito con cui si ringrazia la diplomatica per i "servizi prestati" durante il suo incarico.

In realtà Salomon era già stata richiamata a Madrid il 9 settembre 2025, nel pieno di uno scontro diplomatico con Tel Aviv. All'origine della crisi le accuse rivolte dal governo israeliano alla Spagna e le misure adottate dall'esecutivo Netanyahu contro due membri dell'esecutivo spagnolo: la vicepremier Yolanda Díaz e la ministra Sira Rego, entrambe colpite da un divieto di ingresso in Israele. Da allora i rapporti tra i due Paesi sono rimasti congelati a un livello minimo di rappresentanza. Con la revoca ufficiale dell'ambasciatrice, il governo di Madrid dovrà ora decidere se nominare un nuovo capo missione oppure prolungare la fase di relazioni diplomatiche ridotte.

Dal canto suo Israele interpreta la situazione come una semplice reciprocità diplomatica. Dal maggio 2024, infatti, anche Tel Aviv aveva richiamato la propria ambasciatrice in Spagna, Rodica Radian-Gordon, proprio in risposta alla scelta del governo spagnolo di riconoscere formalmente lo Stato palestinese. Una crisi diplomatica che, almeno per ora, resta aperta.