Giornata importante nei rapporti tra Stati Uniti e Vaticano. Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha incontrato Papa Leone XIV pochi giorni dopo le aspre (e nuove) polemiche tra il pontefice e Donald Trump. L'Osservatore Romano ha diffuso sui social le foto dell'incontro. Dopo aver visto il pontefice Rubio, che era giunto nella Santa Sede intorno alle 11.10, ha incontrato il segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin. Il corteo di Rubio ha lasciato il Vaticano intorno alle 13.50.
Il Papa ha accolto il segretario Stato con un "benvenuto" e una stretta di mano. "È quasi un anno che non ci vediamo", ha detto Rubio. Leone ha precisato: "Sono circa dieci giorni di meno".
Piccola curiosità, Rubio è entrato in Vaticano poco dopo secondi l'uscita del premier polacco Donald Tusk che questa mattina ha incontrato Leone XIV. L'incontro tra il Papa e Rubio è stato "amichevole e costruttivo". Lo afferma una fonte statunitense all'agenzia AFP. Il faccia a faccia ha sottolineato "la solidità delle relazioni tra gli Stati Uniti e la Santa Sede, nonché il loro impegno comune a favore della pace e della dignità umana", afferma poi il Dipartimento di Stato Usa in una nota.
Lo scambio di doni
Rubio ha regalato al pontefice un piccolo fermacarte di cristallo a forma di palla da football e ha fatto riferimento alla nota passione di Leone XIV per i Chicago White Sox: "Lei è un appassionato di baseball, ma questo - ha detto - porta il sigillo del dipartimento di Stato". Da parte sua il Papa ha regalato al capo degli Esteri americano una penna realizzata in legno d'ulivo: "L'ulivo è ovviamente la pianta della pace", ha sottolineato Leone, che ha anche ragalato al capo della diplomazia Usa un libro illustrato sulle opere d'arte vaticane.
Attesa per l'incontro a Palazzo Chigi
Venerdì Rubio sarà a Palazzo Chigi per un faccia a faccia con la premier Giorgia Meloni. In programma incontri anche con i ministri degli Esteri e della Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto.
Ricucire i rapporti con il Vaticano
La missione di Rubio in Vaticano arriva a pochi giorni delle tensioni tra la Casa Bianca e il Vaticano dopo il nuovo attacco di Donald Trump al pontefice, accusandolo di “mettere in pericolo molti cattolici e molte persone” e che il Papa sarebbe favorevole ad un Iran dotato di armi nucleari. La risposta del santo padre non si è fatta attendere e martedì sera, uscendo da Villa Barberini a Castel Gandolfo prima di rientrare in Vaticano, ha sottolineato con parole nette: “Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, che lo faccia con la verità: la Chiesa ha parlato da anni contro il nucleare quindi li’ non c’è nessun dubbio”.
Anche ieri il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, alla vigilia dell’incontro col suo omologo, ha osservato: “Non vorrei entrare in giudizi personali, io credo che il Papa fa quello che deve fare. Fa il Papa. Attaccarlo in questa maniera mi pare perlomeno un po’ strano”. Parolin ha ribadito comunque che gli Usa restano un interlocutore imprescindibile“. Quanto ai temi sul tappeto, il porporato osservava: “Domani ascolteremo Rubio, l’iniziativa è partita da loro, poi immagino si parlerà di quello che è successo in questi giorni, non potremo non toccare questi argomenti e poi un po’ in generale tratteremo i temi di politica internazionale, temi come l’America Latina, immagino anche Cuba , ci saranno tutti i temi più caldi”. Rubio era già stato ricevuto dal pontefice il 19 maggio 2025, insieme al vicepresidente Vance, per consegnare una lettera di Trump con l’invito a visitare gli Stati Uniti.

