Cominciano a piovere indiscrezioni sul futuro di Stellantis in vista della presentazione del piano industriale e strategico del prossimo 21 maggio ad Auburn Hills, il quartier generale Usa del gruppo alle porte di Detroit. Quale asso nella manica (sempre che ce l’abbia) è pronto a giocare il ceo Antonio Filosa per rilanciare il business di Stellantis soprattutto in Europa? La pista cinese, secondo l'agenzia Bloomberg, indicherebbe l’avvio di discussioni con i colossi Xiaomi e Xpeng per investimenti proprio nelle attività europee in difficoltà, con l'offerta eventuale di una quota di uno o più dei suoi marchi storici locali. L’agenzia fa il nome di Maserati, ma anche di Fiat, Peugeot e Opel. Ma Bloomberg va oltre: sarebbe infatti allo studio una sorta di separazione delle divisioni Usa ed europea, sebbene una rottura completa non sia al momento al centro dei colloqui.
Immediata e secca la replica di Stellantis che, oltre a ribadire che Maserati non è in vendita (mesi fa si era parlato dell’interesse di un emiro per il Tridente, ndr), “afferma nei termini più categorici che non c'è nulla di vero nell'ipotesi che si stia valutando un piano per scindere l'azienda. Qualsiasi affermazione contraria è pura invenzione".
Le discussioni di cui parla Bloomberg avrebbero lo scopo di consentire a Stellantis l’accesso a tecnologie avanzate per veicoli elettrici e software, aggirando le restrizioni statunitensi sul know-how di Pechino. Contemporaneamente, una delle case del Dragone avrebbe un maggiore accesso al redditizio mercato europeo. Una eventualità, questa, già oggetto di supposizioni emerse nei mesi scorsi. In proposito, infatti, c’è anche chi ha tirato in ballo la cinese Leapmotor, legata a Stellantis da una joint venture, e pronta ad avviare la produzione dalle parti di Saragozza, in Spagna. Leapmotor, tra l’altro, sta attraversando un momento di grande spolvero con un'impennata delle immatricolazioni in Europa grazie ai listini competitivi della sua offerta elettrica. Guardando alle due case cinesi che starebbero trattando con Stellantis, Xiaomi è la stessa che tempo fa aveva lanciato sotto la Grande Muraglia il modello YU7, fotocopia di Ferrari Purosangue.
Clima già caldo, dunque, anche se mancano più di due mesi alla presentazione del piano Stellantis. Queste considerazioni seguono l'annuncio del mese scorso di oneri e svalutazioni record per 22,2 miliardi, molti dei quali legati alla decisione del gruppo di ritirarsi dal suo impegno nel settore dei veicoli elettrici. L'inversione di rotta, che ha incluso la cancellazione di iniziative nelle batterie (lo stop del consorzio Acc alla gigafactory di Termoli, in Italia, e a quella tedesca) e di modelli futuri, ha di fatto azzerato un quarto del valore del produttore in un solo giorno.